Dentifricio solido, istruzioni per l’uso

Passare al bagno a rifiuti zero significa bandire la plastica dal bagno. Oltre ai flaconi di gel doccia e shampoo, che sono i principali inquinatori, a volte dimentichiamo che anche il dentifricio è un oggetto di consumo ricorrente. I tubetti di dentifricio non sono riciclabili, a causa della loro composizione multistrato che alterna plastica e alluminio. Come conciliare l’igiene orale e la protezione dell’ambiente? È facile, basta cambiare il tuo tubo con un dentifricio solido!

A metà giugno, abbiamo appreso che il gruppo Unilever si è impegnato a rendere i tubetti di dentifricio delle sue marche di igiene orale (Signal, per i più noti) riciclabili entro il 2025*. Si tratta di una mossa positiva, che fa seguito a quella presa da Colgate all’inizio del 2020 per una delle sue gamme di dentifricio, dove l’alluminio è stato completamente rimosso dal tubo, permettendogli di entrare nelle linee di selezione. Mentre questa notizia è incoraggiante, la scadenza sembra ancora lontana di fronte all’emergenza climatica. Esistono soluzioni per agire ora: dentifricio solido.

Iniziare nuove abitudini con un dentifricio solido

Dall’alba dei tempi, una questione ha dilaniato le famiglie: bagnare lo spazzolino prima o dopo avervi spalmato il dentifricio? Il dentifricio solido ha messo fine al dibattito offrendo nuovi modi di lavarsi i denti! Sono disponibili diversi formati:

– Il sasso: sembra uno shampoo o un sapone solido. Per usarlo, devi solo inumidire il tuo spazzolino da denti e strofinarlo. Si formerà una schiuma leggera, tre o quattro passaggi sono sufficienti per raccogliere la quantità adeguata di dentifricio.

– Tablet: in redazione, questo è senza dubbio il formato che troviamo più divertente e più adatto ai bambini! Masticare la compressa, con la saliva si dissolverà rapidamente. C’è di più che strofinare con lo spazzolino e risciacquare una volta finito.

– Il lecca-lecca: è forse quello che d’ora in poi dividerà le folle. Due modi per usarlo, sia come il sasso, strofinando direttamente lo spazzolino su di esso, o come le pastiglie, mordicchiando piccoli pezzi per creare schiuma e poi venire a spazzolare.

Dentifricio solido o tradizionale: quali sono le differenze?

La consistenza è una delle principali differenze tra un dentifricio solido e una pasta tradizionale. L’aspetto cremoso lascia il posto a una schiuma molto ariosa. Le prime spazzolate possono essere frustranti, perché spesso si ha la sensazione di non avere abbastanza materiale sullo spazzolino. È solo una questione di un colpo da prendere, rapidamente, questa sensazione diventerà completamente naturale. La seconda differenza notevole tra i due prodotti è la loro confezione! Con il dentifricio solido, i tubetti sono relegati allo stato di vecchi ricordi. La loro composizione utilizza pochissima acqua, il che permette di conservarli tranquillamente all’aria aperta.

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* Per il mercato francese e indiano

Fonti : https://www.lsa-conso.fr/vers-le-recyclage-des-tubes-de-dentifrice,384323

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